Fattura elettronica: Il Garante mette uno stop!

La notizia è di qualche giorno fa, per l'esattezza il provvedimento è stato emanato venerdì 16 novembre.

Mentre tutti o quasi si preparavano ad accogliere l'immanente entrata della fattura elettronica come nuovo obbligo esteso a partire dal 1 gennaio 2019 anche ai rapporti tra fornitori e tra fornitori e consumatori, il Garante della privacy ha detto stop, poiché convinto che possa violare la normativa privacy. Uno scherzo? No, affatto perché soltanto quando le cose nuove entrano con una certa criticità, ci si rende conto di quanto possano essere più o meno vantaggiose. In questo caso, il Garante ha avvertito l’Agenzia delle entrate che il nuovo obbligo della fatturazione elettronica, così come è stato regolato dall'Agenzia stessa, “presenta rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali“. Per questo motivo ha chiesto all'Agenzia di far sapere con urgenza come intenda rendere conformi al quadro normativo italiano ed europeo i trattamenti di dati che verranno effettuati ai fini della fatturazione elettronica.

Sviluppi

Fonti interne e non ufficiali riferiscono che l’Agenzia delle Entrate ha detto che risponderanno al Garante nel più breve tempo possibile e che è ancora presto per parlare di rinvio dell’obbligo (“comunque spetterebbe a una nuova norma farlo”).
Dal Garante della privacy evidenziano che è stato esercitato un nuovo potere previsto dal Gdpr.

Risposta dagli esperti di settore

Quasi tutti ammettono che problemi di privacy con la fattura potrebbero essercene ma, con diverse sfumature, rilevano anche che la tempistica è decisamente molto stretta. «Rilevo il dato della tempistica» sottolinea Robert Braga, presidente di Prodigitale, che però ritiene che sia anche «un bene che l’Agenzia delle Entrate non sia onnipotente». Perché è vero che è stata fino a questo momento sottovalutato il problema di «che fine fanno i dati», quindi «è corretto preoccuparsi di chi sta fornendo il servizio» per avere la certezza che ci sia la tutela della privacy. «Sicuramente è una novità importante» nel senso che quella del Garante «è una presa di posizione molto forte» aggiunge Daniele Tumietto, commercialista, il quale però insiste sul fatto che sia doverosa l’attenzione al trattamento dei dati personali, e ritiene che si tratti «probabilmente di un invito a trovare una soluzione condivisa con tutti gli stakeholder di riferimento».

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