Cartelle esattoriali

Forse non tutti sanno che le cartelle esattoriali hanno una scadenza o una decadenza e per tale motivo

NON SI DEVONO PAGARE

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Con il termine prescrizione della cartella esattoriale si prevede che essa abbia una scadenza, quindi non più esigibile dall’agente di riscossione.
La scadenza della cartella esattoriale, a partire dalla data della notifica, può essere di tre, cinque o dieci anni; ciò dipende dalla natura del debito: sanzioni codice della strada, bollo auto, Iva, Irap, Irpef, Ires, Imu, Tasi, Tari, etc.
Però, non tutti sanno che, la cartella potrebbe anche essere stata notificata in ritardo rispetto alla tipologia del debito e di conseguenza, anche se notificata, per nulla esigibile.
Se anche la cartella esattoriale non fosse dovuta si dovrà necessariamente attivare una procedura per far valere la prescrizione, a volte anche davanti al giudice.
Infatti, in svariati casi, l’Agente di Riscossione ha applicato un fermo amministrativo o un’ipoteca per una cartella già prescritta.
Ovvio che, se si dovesse pagare il debito anche se scaduto, non si potrà mai richiedere la restituzione del denaro, perciò è assolutamente necessario verificare antecedentemente; la medesima situazione avviene se si dovesse richiedere la rateizzazione delle cartelle.
E’chiaro, quindi, che una verifica preventiva sia assolutamente necessaria ove pagare effettivamente il dovuto.

Nessuno mai dei creditori, sia l’Ente Impositore che l’Agenzia di riscossione, andranno a comunicare l’avvenuta prescrizione.


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