STATO D'EMERGENZA DELLE ACQUE VENETE

Ormai è un dato di fatto: le acque del Veneto sono contaminate!

Da mesi diamo la notizia e come accade per ogni situazione complicata, le persone tendono a sottovalutare la questione, persino quando riguarda il rubinetto della loro casa.

Parlare di inquinamento è facile. Lo facciamo da anni. Ne parliamo con il qualunquismo che caratterizza le cose su cui non siamo ferrati. Dire: “l'inquinamento è dappertutto” è un conto; dire che l'inquinamento scorre sopra la foglia di insalata che crediamo di lavare e pulire con tanto ardore è tutt'altra cosa!

 Come è possibile che le acque di ben 59 comuni siano stato colpite da sostanze perfluoroalchiliche? Chiedersi il come è lecito ma fingere che non sia accaduto e che non ci riguardi (se siamo Padovani, Veronesi o Vicentini) è una cosa che ormai non si può più fare. Ogni giorno giornali e video riportano la notizia. Anzi, sarebbe ora di non definirla più semplice “notizia” ma dichiarazione di stato di emergenza. Il tgcom24 e l'informasalus indicano chiaramente che il Governatore del Veneto Luca Zaia ha dichiarato lo stato di emergenza per i Pfas in Veneto.

 Secondo Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace Italia: “Dopo diversi anni di sottovalutazione del problema – con la dichiarazione dello stato di emergenza chiesto dalla Regione Veneto si prende finalmente atto della gravità della situazione. Questo cambio di rotta è ovviamente finalizzato alla realizzazione di costosi nuovi acquedotti, necessari a garantire acqua potabile sicura ai cittadini. Tuttavia, se il Commissario non interverrà subito sulle fonti inquinanti, spingendo anche la Regione a completarne il censimento, è sin troppo facile prevedere che molti altri soldi pubblici dovranno essere spesi in futuro per fronteggiare l’emergenza mentre la popolazione veneta rimarrà esposta ai PFAS anche nei decenni a venire”.

 Un’indagine condotta da Greenpeace ha evidenziato la potenziale esposizione di 800 mila cittadini veneti ai rischi della contaminazione da PFAS che risultavano presenti in livelli altissimi. I campioni di acqua potabile analizzati provenivano da diciotto scuole primarie e sette fontane pubbliche nelle province di Vicenza, Verona, Padova e Rovigo. In oltre la metà dei campioni erano stati superati i valori di PFAS ritenuti sicuri per la salute in altri paesi. Un dato ancora più grave se si considera che gran parte dei superamenti riguarda le scuole: come noto, i bambini sono tra i soggetti più a rischio. (fonte - Informasalus).

 Di quanti articoli abbiamo ancora bisogno per accettare la situazione e iniziare a pensare a delle soluzioni? Di certo i cittadini non governano gli acquedotti. Di certo non siamo responsabili dell'accaduto ma è nostra responsabilità apportare delle misure appropriate alla gestione dell'acqua nelle nostre case. Le Pfas sono sostanze chimiche considerate disturbatori delle funzionalità del sistema endocrino, con possibili conseguenze per la salute in termini di reni, polmoni, pelle, ma anche sulla tiroide. Nei casi più seri possono causare tumore del testicolo e del rene. Insomma, c'è poco da scherzare! Non è una questione che possiamo ignorare!

 Ben inteso che siamo noi cittadini ad essere le vittime, possiamo affidarci ad Associazioni come l'Infedercontribuenti Europa, nostra partnership che si occupa della tutela del consumatore.

Una delle poche Associazioni che oltre a informare e divulgare la notizia, sta fornendo delle possibili soluzioni per poter quanto meno arginare il problema nella gestione dell'acqua casalinga. 

Contattate l'Inferdercontribuenti Europa per capire come affrontare la situazione o noi dello Studio Associato da Vinci.

Non è l'acqua di altri Paesi ad essere inquinata ma quella che magari state bevendo in questo preciso istante mentre leggete il nostro articolo. 

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